Parere sull'uso dell'eritropoietina nei Testimoni di Geova in alternativa alla trasfusione di sangue in vista
di un intervento chirurgico
La scelta di rifiutare un trattamento
sanitario da parte di una persona capace rientra pienamente nella sua
autonomia salvo che una legge, comunque rispettosa della dignitą della
persona, non disponga altrimenti. Al rifiuto della trasfusione ematica di
un Testimone di Geova, con volontą espressa in condizione di capacitą,
il sanitario deve astenersi da questa pratica terapeutica. La scelta di
rifiutare una trasfusione come qualsiasi altro trattamento deve essere
accettata indipendentemente dalle convinzioni religiose di chi oppone
rifiuto.
Nella condizione clinica per cui il
parere č stato richiesto, l'emotrasfusione č utile per ottenere un
emocromo con valori accettabili per poter procedere all'intervento
chirurgico in un arco di tempo breve. In mancanza della trasfusione
ematica il tempo necessario per ottenere un emocromo accettabile č di
circa due settimane con conseguente prolungamento del tempo di degenza.
L'uso di eritropoietina permette di dimezzare questa attesa. La relazione
scientifica, commissionata dal CEL al Dr. Marco Margelli(Dirigente medico
U.O. Immunoematologia), allegata al presente parere, ha concluso che il
trattamento con eritropoietina, in queste condizioniin premessa, non
presenta rischi maggiori se confrontati con i rischi da emotrasfusione.
Pertanto il CEL dell'Azienda USL 2 di
Lucca ritiene in merito alla richiesta che l'uso di eritropoietina per il
trattamento di cui in premessa sia accettabile riguardo ai principi etici
di autonomia e di beneficialitą con parere unanime. Alla luce inoltre del
principio etico di giustizia l'Assemblea del CEL ritiene che l'uso dell'eritropietina,
qualora introdotto nella pratica, possa essere utilizzata come alternativa
alla trasfusione, indipendentemente dal credo religioso, da ogni persona
che versa nella condizione oggetto del parere.